Turismo a Napoli

   Opinioni e rassegna stampa sul turismo a Napoli di un imprenditore turistico.


13/08/2008
 

Alessandro Siani, il turismo a Napoli

postato da sobaopasiego | 19:07 | commenti


11/08/2008
 

Come dare torto ad Antonio Corbo?

Gli alberghi di Capri hanno aperto il dibattito sulla crisi del turismo. C’è. Non solo a Capri, non solo in Campania, non solo in Italia. Ma le denunce di categorie approdano spesso a stragavanti conclusioni. Il caos dell’aeroporto, i disservizi delle ferrovie, i ritardi degli aliscafi. Possibile che qualche minuto di ritardo (con aliscafi privati più moderni e accoglienti, e finalmente puliti) segni il disamore tra i turisti e questa regione?

La crisi dei consumi non poteva non incidere sulle vacanze.

Internet offre una serie di opportunità: sistemazioni in residence e in b&b sono sempre più interessanti. Riducono il giro degli alberghi, sottraendo almeno i turisti di fascia media.  Se c’è un’offerta più conveniente, innovativa, il mercato penalizza chi non si aggiorna. Peggio per gli hotel gestiti all’antica, peggio per gli albergatori che non assumono i dipendenti secondo i soli test utili: la disponibilità, la cortesia, l’entusiasmo sobrio di chi sa ricevere un ospite. Si perde il conto di camerieri sgarbati, di chef improvvisati e cucine sballate, di piatti stanchi e pesce congelato, intollerabile poi il gelo di certe reception.

Non ho letto una sola autocritica nel dibattito: ma la Campania sa fare turismo? Gli alberghi hanno davvero incrociato le tendenze?

Uno che sa far turismo è Vito Cinque. Dirige il San Pietro di Positano. Rivelò al convegno di Salerno (”Fare turismo” il tema, appunto) che i suoi dipendenti devono conquistare l’ospite, e come? Devono rispondere a tutte le  domande più curiose. Raccontare la storia di dolci unici al mondo come la “Santarosa” di Atrani e indicare posticini che altrimenti non scoprirebbe mai  per chi non vive sulla costa amalfitana. Indirizzarlo. Ci sono cantine-museo in Irpinia, da Mastroberardino a Caggiano. Seterie dei Borbone a San Leucio. La spettacolare fattoria di bufale “Vannulo” a Paestum. Quanti alberghi consigliano di visitarli? Il turista vuol cogliere attraverso i più banali segreti, da una osteria ad una sagra, da una barrique di Taurasi ai tonni di Cetara, da gente di campagna e di mare, l’anima dei luoghi scelti per le vacanze.

Penso che Ischia abbia una potenzialità ancora inespressa: l’agricoltura di eccellenza con i suoi romantici vigneti a terrazzo, rivolti al mare. Un panorama fantastico. Le monorotaie portano in cima, da Ischia si vedono il Circeo e Ventotene nei tramonti di maestrale e grecale.  Quello che soprattutto gli americani cercano: casali e grotte di tufo del ‘700 nel verde squadrato delle vigne di “Casa D’Ambra” e “Pietratorcia” due cantine. Gioielli di enologia. Scintille di modernità e cultura contadina. Ma nei grandi alberghi di Ischia spesso sono trascurati proprio i grandi vini di biancolella e forastera. Un patrimonio che caratterizza Ischia (Eubea) prima colonia della Magna Grecia.

Imperdonabile: c’è qualche hotel che spinge scadenti pinot. Perché così lievitano i margini di guadagno. Folle autolesionismo nascondere le tipicità del territorio per un euro in più. Ciechi, bugiardi e ricchi. Ci sono anche questi tra i signori del turismo sorpreso dalla crisi.

Carlo Petrini, il presidente di Slow Food, ha raccomandato al mondo le tipicità, salvaguardandole dalla globalizzazione. Ormai celebri le sue “condotte”. Sentinelle che tutelano secoli di agricoltura, pesca, artigianato. Napoli gli ha dato una laurea ad honorem in antropologia.  Amico Carlin, perdona chi ai turisti vende una Campania senz’anima e senza identità.

postato da sobaopasiego | 08:42 | commenti


19/07/2008
 

Qua finisce che ci toccherà ringraziare davvero Berlusconi...

Rilanciare gli scavi in tre mosse. Primo: eliminare subito tutti i tipi di abusi, dalle guide irregolari, alle bancarelle, ai cani randagi. Secondo: riaprire gradualmente le tremila case restaurate ma non ancora fruibili dal pubblico. Terzo, molto più lontano nel tempo: dare ai privati parte della gestione. Intanto la nomina del commissario straordinario Renato Profili è stato il segnale dell’attenzione dello Stato per Pompei che, come ha ricordato ieri pomeriggio a Napoli il premier Silvio Berlusconi, «si trova in uno stato di indecenza e quindi abbiamo deciso di nominare un commissario per restituirla al suo ruolo». Berlusconi ha ricordato che «abbiamo nominato commissario straordinario il prefetto Renato Profili per riportare Pompei, che non è solo patrimonio di Napoli e della Campania, ma che è patrimonio dell’umanità per l’Unesco e quindi del mondo, alla dignità che merita». «Un segnale importante del governo, a Napoli e a tutta l’Italia» avverte il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, in visita agli scavi per l’insediamento ufficiale di Profili, ex prefetto di Napoli, nominato per fronteggiare il degrado dilagante. Una visita lampo, quella del ministro, servita però per fare un primo punto del programma operativo. Ad accompagnare Bondi il sottosegretario Francesco Maria Giro, il capo di Gabinetto Salvatore Nastasi, il segretario generale Giuseppe Proietti, il direttore generale per l’Archeologia Stefano De Caro, e il presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali Salvatore Settis. Presenti anche il sottosegretario Nicola Cosentino e la senatrice Diana De Feo. Il ministro ha acquisito i primi elementi utili sulla gestione di Pompei: varie cartografie dei restauri fatti, delle case ancora chiuse, degli interventi da realizzare. Per poi andare a Napoli al Consiglio dei ministri. Prima, però, Bondi aveva avuto il tempo di fare un piccolo giro per gli scavi, affollati da centinaia di visitatori, soprattutto stranieri: la palestra dei gladiatori, l’Odeon, la casa di Menandro, accompagnato dal sovrintendente Pietro Guzzo. «È impressionante - si è lasciato scappare - questo posto ha un potenziale infinito». Limitate, invece, le risorse. Quaranta milioni di euro prima a disposizione della sovrintendenza e che ora sono stati girati al commissariato straordinario. Più 17 milioni stanziati dalla Regione. Soldi che, ha ricordato lo stesso Profili, «non verranno utilizzati per nuove assunzioni, visto che i miei poteri non lo permettono». Ergo, si dovrà procedere, come ha ricordato il sottosegretario Giro, «a una riorganizzazione del personale. Così come non è più pensabile che sia solo lo Stato ad accollarsi la gestione, ma dobbiamo pensare ad aprire ai privati». Dunque si inizierà subito dalle situazioni di degrado. Lotta alle guide abusive, alle bancarelle, ai parcheggiatori irregolari, mentre i custodi avranno una divisa. Il secondo passo sarà quello di aprire aree restaurate ma non ancora aperte al pubblico. «Pompei - ha ricordato Guzzo - è su mezzo milione di metri quadri. Quando sono arrivato io, nel gennaio ’95, il 14% dell’area era visitabile. Ora siamo al 35%, c’è ancora tanto lavoro davanti ma abbiamo fatto progressi». Sul rilancio, però, Guzzo, il cui ruolo è stato bruscamente ridimensionato dalla nomina di un commissario straordinario, non si sbilancia. «Io non credo che si possano fare previsioni certe. Roma non è stata fatta in un giorno e anche per Pompei c’è voluto qualche decennio».
postato da sobaopasiego | 14:44 | commenti


17/07/2008
 

On the border of reality

Il governatore Antonio Bassolino sorride compiaciuto: «Sono stati compiuti grandi passi in avanti — commenta — grazie al fatto che è cambiato il clima politico. Vede, la linea di condotta da seguire per uscire dall'emergenza rifiuti non è mai cambiata negli anni ed è quella che ho sempre seguito: discariche tecnicamente attrezzate, raccolta differenziata e termovalorizzatori. I rifiuti non hanno colore politico: non sono né di destra, né di sinistra. Certo, poi constatiamo l'indebolimento del cosiddetto partito del ‘‘no'' in parlamento e nella società. E il fatto che le istituzioni sono governate da schieramenti differenti ma dialoganti fra loro, rispetto al passato, quando, invece, tutte le istituzioni erano governate da un unico fronte politico. Il nuovo scenario ha indotto e induce ad una più forte corresponsabilità non solo tra le stesse istituzioni, ma anche tra i rappresentanti del territorio».
(Pressphoto)
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Vuole dire che è meglio interloquire con il Governo avversario che con quello amico?
«Attenzione. È ovvio che io mi auguro che il centrosinistra governi quanto più possibile e dovunque. Sarebbe stato, anzi, preferibile risolvere il problema quando le istituzioni erano rappresentate da un unico schieramento politico. Ma è evidente che al di là dei desideri politici, oggi ci ritroviamo con diversi capipopolo di destra e di sinistra che sono: o meno occupati di prima, in quanto fuori dal Parlamento; oppure molto più occupati a sostenere il Governo amico; o, ancora, impegnati in altri ruoli. Ricordo che Alemanno partecipava ai cortei contro il termovalorizzatore di Acerra, mentre ora è giustamente preso dal suo ruolo di sindaco di Roma».
Berlusconi, tuttavia, esulta per la vittoria. Ma è davvero finita l'emergenza rifiuti in Campania?
«I passi in avanti sono stati fatti, non c'è dubbio. E questo va nell'interesse di tutti: di Napoli, della Campania e del Paese. Ma la strada davanti a noi, quella ancora da percorrere, resta ancora molto impegnativa. Occorre rafforzare in ogni modo la sinergia tra le istituzioni governative e territoriali affinché si scongiuri il rischio di ripiombare in una nuova fase di crisi acuta».
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Lei esorta alla collaborazione. Eppure le Province sono sul piede di guerra perché rifiutano di subentrare nella proprietà degli impianti ex Cdr e di accollarsi il peso del personale.
«L'assessore Ganapini è in questo momento in riunione al ministero dell'Ambiente. La collaborazione con il sottosegretario Bertolaso è intensa, così com'è intensa con le amministrazioni provinciali. La chiave di volta di queste settimane e di quelle che verranno sarà, ripeto, la collaborazione tra le istituzioni. Collaborazione che è al tempo stesso obbligata, doverosa e giusta. Quando ho incontrato per la prima volta Berlusconi a Palazzo Chigi, dopo la sua vittoria elettorale, la necessità della collaborazione si è imposta da subito nei nostri colloqui. Anche qui a Napoli, con le riunioni in prefettura: da una parte il Governo di centrodestra e dall'altra le amministrazioni locali tutte governate dal centrosinistra. Ma insieme uniti ad ogni livello dall'interesse reciproco di compiere gli sforzi necessari per risolvere l'emergenza».
Lei dialoga con Berlusconi in una fase politica che vede, invece, il Partito democratico, a livello nazionale, ritirarsi da ogni occasione di collaborazione.
«Il rapporto politico tra maggioranza e opposizione varia: ci sono momenti di condivisione e di frizione, se non addirittura di aspra contrapposizione. Diversamente è il rapporto tra le istituzioni — e questa è una mia idea che porto coerentemente avanti dal dicembre del 1993 — che deve tendere, secondo me, sempre alla massima collaborazione».
Il partito del ‘‘no'', benché non rappresentato in Parlamento, e le rivolte popolari continuano ad affermare la propria presenza. Non le viene da chiedersi: il risultato di oggi poteva essere ottenuto con molti anni di anticipo?
«Beh! Ora non diciamo che in passato non è stato fatto nulla: durante il mio periodo di impegno commissariale abbiamo aperto i sette Cdr che Ganapini, oggi, considera degli autentici gioielli. Insomma, abbiamo avuto sempre le idee chiare su come procedere. Il problema, per anni, è stato quello di poter rendere praticabili le decisioni assunte. Ora, rispetto al passato, ci sono alcune novità normative che ritengo giuste: il presidio delle discariche, la superprocura sui reati ambientali. Tutte scelte che rendono finalmente praticabili le decisioni per uscire in modo compiuto dall'emergenza rifiuti. Anche in parlamento si è registrato un notevole concorso di forze per il raggiungimento di questo obiettivo».
C'è chi ritiene che il decreto, di recente convertito in legge, contenga tracce di autoritarismo a danno della condivisione democratica.
«Tutt'altro, penso sia giusto che lo Stato faccia rispettare le decisioni prese e si muova per evitare che ci si possa fare del male e fare del male anche agli altri, poiché è evidente che una crisi ambientale come quella dei rifiuti finisce per arrecare un danno complessivo al Paese».
C'è qualche regione del Nord che è tornata ad opporsi alla possibilità di accogliere un po' di rifiuti campani.
«Sì, ma il clima cambia. I rifiuti vanno anche in altre regioni dove nei mesi scorsi era stata pronunciata in modo deciso e ripetuto la contrarietà ad accogliere la spazzatura campana. Comprendo che nella dialettica politica vi sia chi polemizza, come accade in certe regioni guidate dal centrodestra. Io, personalmente, ho sempre apprezzato il governatore sardo Soru che ha offerto la propria disponibilità sia prima, ai tempi del Governo di centrosinistra, che ora. Vede, è importante che si siano aperte le discariche di Savignano Irpino e di Sant'Arcangelo Trimonte. Come sarà importantissimo aprire il sito di Chiaiano. Tutto questo rende ogni area della regione visibilmente corresponsabile nello sforzo di favorire la soluzione del problema rifiuti e renderà, probabilmente, anche l'orecchio lombardo più attento al richiamo lanciato dalla necessità campana».
La scelta sbagliata di indicare Agnano come sito per il termovalorizzatore di Napoli ha fatto perdere del tempo utile.
«Si è persa qualche settimana. Ma vi sono le condizioni per recuperare ed è importantissimo che Napoli si assuma la sua responsabilità dinanzi all'intero Paese grazie alla collaborazione tra il sindaco Iervolino e il sottosegretario Bertolaso».
C'è chi si è indignato contro l'invio degli alpini per insegnare la differenziata ai napoletani.
«Questa è una terra generosa che sa far conoscere il meglio di sé proprio nelle difficoltà. Abbiamo risorse e competenze straordinarie come l'associazionismo, il volontariato e le università. Poi, assieme a tutto questo, ben venga anche la collaborazione di altri».
Quando finirà veramente l'emergenza rifiuti in Campania lei ha promesso che traccerà il suo bilancio politico e trarrà le dovute conseguenze.
«Le vicende di queste settimane confermano la giustezza delle scelte che ho fatto: di restare al mio posto per dovere nei confronti dei concittadini. Dopo un anno di intenso lavoro discuterò in consiglio regionale e verificheremo assieme quale valutazione trarre. L'ho detto e porto avanti questa mia opinione, ben sapendo che lo sforzo di queste settimane e di quelle che verranno è stato ed è importante per uscire dall'emergenza. E sarà oltremodo importante rafforzarlo per evitare il rischio di una nuova crisi acuta in materia di rifiuti. L'emergenza sarà risolta quando avremo una capacità di discariche di gran lunga superiore alla quantità di rifiuti prodotta ogni giorno. Per costruire i termovalorizzatori occorrerà, inoltre, il tempo giusto: un tempo che non si calcola in mesi. È fondamentale apprezzare i passi compiuti sin qui; ma al tempo stesso è indispensabile non abbassare la guardia ed essere responsabilmente consapevoli del lungo cammino che resta ancora da percorrere».
postato da sobaopasiego | 17:53 | commenti


09/07/2008
 

E giorno dopo giorno si permea la prole dello stesso vigore morale, della identica tensione etica, del medesimo virile distacco.

Sono sei, fra cui Gaetano Bassolino, manager dell'Ubs a Londra e figlio del governatore della Campania, i funzionari di banca indagati per truffa aggravata al Comune di Milano nell'inchiesta del pm Alfredo Robledo sui «derivati» finanziari negoziati dal Comune nel 2005 con quattro colossi internazionali del credito per «ristrutturare» i debiti di Palazzo Marino. A 12 giorni dai primi sequestri di atti, e mentre ieri, martedì 8, la Guardia di Finanza è tornata negli uffici della Ragioneria comunale a controllare e acquisire per ore altri documenti, filtrano i nomi dei manager. La loro iscrizione nel registro degli indagati è stata comunicata agli staff legali della svizzera Ubs, delle tedesche Deutsche e Depfa Bank, dell'americana JP Morgan. Oltre a Gaetano Bassolino, di cui si era parlato già in passato in relazione ad un'operazione di derivati fatta con Ubs dalla giunta campana, sono indagati anche Matteo Stassano in Ubs; in Deutsche Bank Carlo Arosio e Tommaso Zibordi (già indagato per l'aggiotaggio contestato alla banca nel filone milanese di Parmalat); Fulvio Molvetti in Jp Morgan; e Marco Santarcangelo in Depfa Bank.
DENUNCIA IN CONSIGLIO COMUNALE - L'inchiesta, svolta dal Nucleo delle Fiamme Gialle e dall'aliquota di carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura, sta scandagliando una vicenda che l'opposizione ha invece sollevato al Consiglio comunale meneghino. Oltre alla denuncia di Basilio Rizzo, di recente i consiglieri Davide Corritore e Fabrizio Spirolazzi (Pd) hanno depositato proprio in Procura un circostanziato esposto per sollecitare chiarimenti sull'operazione avviata nel 2005 dalla giunta Albertini: lo swap da 1 miliardo e 685 milioni di euro, progettato per far fronte a un maxidebito di bilancio, poi trascinato fino alla giunta Moratti e via via «perfezionato » con altre sei operazioni finalizzate a ridurre le perdite nel frattempo accumulatesi. Il totale delle minusvalenze, cioè delle perdite, è oggi stimato in 300 milioni di euro: quando il caso venne segnalato al sindaco, il potenziale rosso era di «soli» 130 milioni di euro. Secondo il Pd, inoltre, le banche si sarebbero garantite fra i 70 e i 100 milioni di euro di commissioni occulte: altro tema su cui la Procura sta facendo accertamenti.
RELAZIONE - Nel frattempo, è arrivata anche la relazione dell'auditing interno al Comune sulla gara iniziale del 2005, da cui hanno preso avvio tutte le altre. Secondo gli esperti ingaggiati dall'amministrazione, i derivati non erano neppure materia della gara: «Si passa — hanno concluso — da un'operazione a rischio nullo, a tasso fisso, a un Irs (interest rate swap) che appare, per definizione, soggetto ai rischi di tasso di interesse a carico dell'ente».
postato da sobaopasiego | 14:19 | commenti


06/07/2008
 

Un altro straordinario successo della banda Bassolino - Iervolino - Di Palma - loro prosseneti

L’Unesco boccia Napoli e Pozzuoli per i rifiuti e il degrado del centro storico. Anzi, per meglio dire, grazie a un incessante lavoro della diplomazia, si limita a rimandare all’anno prossimo - se ce ne saranno le condizioni - l’annessione al patrimonio mondiale dell’umanità la Gaiola, Baia, il Serapeo e la Solfatara. In questi giorni, e sino a giovedì, è in programma a Quebec City, in Canada, il congresso del World Heritage List, nel quale si decidono le annessioni al patrimonio Unesco. E per l’Italia, per i beni culturali, c’è soltanto la candidatura di Mantova-Sabbioneta. Nei giorni precedenti, però, l’Unesco aveva fatto sapere al ministero dell’Ambiente, con una lettera, che era meglio che la candidatura dei Campi Flegrei fosse ritirata spontaneamente dal governo italiano. Altrimenti sarebbe andata incontro a una sonora bocciatura. Per una doppia questione. Innanzitutto l’emergenza rifiuti. Le montagne di immondizia hanno colpito, ovviamente in modo negativo, il commissario Alan Smith. Spazzatura, stiamo parlando dello scorso febbraio, ammucchiata a tonnellate soprattutto a Pozzuoli. E la grancassa mediatica dei mesi successivi non ha aiutato la candidatura napoletana. A influire altrettanto negativamente la lettera, inviata all’Unesco, di 27 associazioni sul degrado del centro storico di Napoli. Il comitato centro antico ha denunciato lo stato di abbandono di vicoli, palazzi e monumenti di un intero quartiere dichiarato da anni patrimonio dell’umanità. E i diplomatici dell’Unesco hanno fatto sapere ai loro colleghi italiani che se si fosse parlato della Campania la lettera - e le oggettive condizioni di degrado del centro storico - sarebbero state al centro del dibattito a Quebec City. Con il rischio, più che concreto, che invece dell’annessione dei Campi Flegrei, si sarebbe andato incontro alla esclusione, clamorosa, del centro storico dal patrimonio Unesco. Il ministero dell’Ambiente, retto da Stefania Prestigiacomo, ha fatto sapere che sponsorizzerà nuovamente la candidatura dei Campi Flegrei. «E io mi appello alla sensibilità del ministro - dice il sindaco di Pozzuoli Pasquale Giacobbe - perché questa è un’occasione perduta per una zona trascurata dalle istituzioni regionali e provinciali».
postato da sobaopasiego | 19:22 | commenti


03/07/2008
 

Ve lo giuro, lo ha detto davvero.

«Non ho mai trovato gli albergatori di Napoli contenti di qualcosa». Così il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, risponde alla polemica degli albergatori che chiedono soluzioni più tempestive per la ripresa dopo la crisi dovuta all’emergenza rifiuti. «Noi siamo un’amministrazione pubblica - conclude il sindaco - quindi possiamo fare le cose solo quando siamo certi di avere i mezzi economici e poterle quindi sostenere».
postato da sobaopasiego | 14:48 | commenti


13/06/2008
 

Grazie, presidente Bassolino.

L´export, considerato il settore "che tiene", cala dell´1,9 per cento mentre in Italia cresce del 5,4. E mentre le città d´arte come Roma, Venezia, Firenze, sono invase dai visitatori, il turismo straniero in Campania segna meno 20 per cento nel primo trimestre 2008. Effetto crisi della spazzatura. Lo dice Bankitalia nel rapporto dell´economia campana per il 2007. Lo conferma Federalberghi: «Il calo del fatturato nel settore turistico a Napoli oscilla tra il 20 e il 50 per cento, nel confronto tra 2008 e 2006, con una perdita di 650.000 presenze alberghiere». Dati che riportano alla polemica tra il presidente del Consiglio Berlusconi che ha parlato di un calo del 50-60 per cento e la Regione. È seguita la replica del governatore Bassolino e dell´assessore al Turismo: «cifre sballate», non si capisce chi ha «interesse a dipingere un quadro tanto nero».

Campania, una regione che rallenta, frena, non va avanti, «ha un ritmo di sviluppo inferiore sia rispetto all´Italia che alle regioni arretrate dell´Europa». Lo dice Giovanni Iuzzolino, capo dell´Ufficio studi di Napoli, che non ha dubbi: «La congiuntura è peggiorata progressivamente nel 2007 e continuerà a scendere nel 2008. È difficile pensare che si possa migliorare. Se avessimo un contesto ambientale di vivibiltà di livello europeo, potremmo attrarre investimenti. Il cattivo funzionamento dei servizi pubblici locali è un freno decisivo. Le infrastrutture di trasporto, da sole non contano niente, è come fare un´autostrada nel deserto. Per tutto il resto siamo abbondantemente sotto la media».
Sergio Cagnazzo, direttore della sede di Napoli di Bankitalia, parla di una situazione congiunturale in forte difficoltà, «con una debolezza del ciclo economico che riguarda la maggior parte dei settori produttivi». Salvatore Rossi, capo ufficio studi di Bankitalia, descrive un quadro «per lo più negativo, stavolta non si vedono ombre e luci, ma molte ombre». Qualche speranza viene dai settori areonautico, agroalimentare e logistica. «Queste imprese, come l´Alenia, per esempio, - afferma Rossi - sono la dimostrazione che si può fare bene. Ma è troppo poco».

Il Pil che nel 2006 era tornato a crescere, per il 2007 è di nuovo in frenata: tra lo 0,5 e l´1,1 per cento. Rallenta il valore aggiunto del settore industriale, e si attesta sullo 0,5 per cento. Nel 2007 e nei primi mesi del 2008, tutti gli indici segnano un progressivo peggioramento. Cresce il costo del denaro dal 7,5 all´8,3 tra dicembre 2006 e dicembre 2007, fino a marzo 2008 ancora in crescita di un decimo di punto. Molto basso, 17 per cento, è l´indebitamento delle famiglie campane, cinque punti in meno del dato nazionale, anche a causa del sommerso. I crediti bancari verso i cittadini campani sono scesi al 7,7 per cento contro il 15,6 del 2006.
L´analisi dei ritardi della Campania nei servizi pubblici, è una novità di questo rapporto. «Il nodo di fondo è la produttività - dicono gli esperti della Banca d´Italia - serve un recupero di efficienza collettiva che deve coinvolgere tutti, il pubblico e il privato, i cittadini stessi, il capitale sociale di un territorio». Un territorio privo dell´efficienza dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione, non attrae investimenti e perde anche il capitale umano. Tra il 1993 e il 2003 ben 20 mila laureati campani sono andati via. Per Rossi, conta molto «il tardivo adeguamento alla rivoluzione tecnologica».

Pesante la situazione nel mondo del lavoro: l´occupazione è calata dello 0,7 per cento, negli ultimi quattro anni ha perso il 2,4 per cento contro una crescita del 2,7 nelle altre regioni meridionali e del 4,6 nel centro nord. Inefficienze del contesto ambientale, ma anche del capitale umano, per quantità e qualità delle competenze. Tra i 25 e i 64 anni, appena il 10,9 per cento ha una laurea, contro il Portogallo (12,80), la Grecia (20,80), e persino le regioni arretrate della Spagna (sopra il 21 per cento), la Germania al 30 per cento. Cagnazzo sottilinea: «Non è nostro compito dare pagelle, ma è necessario un recupero di efficienza collettiva». Nel processo di razionalizzazione, Banca d´Italia chiude la filiale di Benevento e rafforza la sede di Napoli.
(13 giugno 2008)
postato da sobaopasiego | 13:50 | commenti


21/05/2008
 

Ho deciso, smetto di lavorare e mi butto in politica, tanto basta farsi venire la faccia come il culo e qualcosa combini, no?

Per risolvere i problemi legati all'emergenza rifiuti in Campania «penso che si debba lavorare avendo davanti a noi un anno e mezzo, due anni di grande lavoro». Lo afferma il presidente della regione Campania, Antonio Bassolino, intervenendo a «Panorama del giorno» su Canale 5. «Otto mesi per l'impianto di Acerra, a Salerno a settembre può partire il cantiere», dice Bassolino sottolineando che, però, è «molto importante che ci sia un sistema di discariche a livello regionale, nelle diverse realtà, che non finisca dopo qualche settimana o dopo qualche mese, perché altrimenti si correrebbe il rischio di ritornare in emergenza un'altra volta. Ecco, se dovessi dire il modo più importante per uscire dall'emergenza, è portare avanti soluzioni strutturali: termovalorizzatori e discariche che abbiano tempo e respiro davanti a sè».
CAMORRA
- Il presidente della giunta regionale ritorna su un tema delicato: dietro gli incendi, le sassaiole contro vigili del fuoco e polizia, c'è o meno la camorra?. «Bisogna dire le cose come stanno - argomenta Bassolino - dietro il problema dei rifiuti non ci sono soltanto la camorra e la criminalità, ma ci sono "anche" la camorra e la criminalità. Vi sono brutte facce in giro e la camorra da sempre è interessata a gestire discariche illegali o a gestire rifiuti tossici. La battaglia deve essere inflessibile e anche contro la camorra e la criminalità organizzata, l'unità di tutte le istituzioni - tra Roma e Napoli - e di tutti i corpi dello Stato, è importantissima».
COLLABORAZIONE
- «In questi giorni - continua il presidente della giunta campana - si è lavorato intensamente, sono fiducioso e penso che possa instaurarsi un positivo rapporto di collaborazione. Collaborazione per alcuni aspetti diversa dal confronto giusto e positivo in atto tra Berlusconi e Veltroni, perché in questo caso il rapporto è tra maggioranza e opposizione in Parlamento. Nel nostro caso invece la collaborazione non solo è doverosa ma è anche più impegnativa perché il rapporto è tra istituzioni. Tra istituzione nazionale e le istituzioni regionale e locali». «Collaborare insieme - dice Bassolino - serve anche a fare nascere quello che io chiamo il "partito del sì" contro un "partito del no", quello che paralizza, che rinvia, che è contro le discariche, contro i termovalorizzatori. Io penso che sia invece importante un "partito del sì". Un "partito del sì" sui rifiuti, sull'alta velocità e su grandi servizi che servono a tutto il paese».
LA SFIDA - «Ho detto a Berlusconi - prosegue Bassolino - di avere e dare il senso della sfida. Oggi Berlusconi e il Consiglio dei ministri sono a Napoli, è stata una scelta importante e giusta. Al tempo stesso però - afferma il governatore - è essenziale sapere che non si risolverà tutto in pochi giorni, c'è del tempo davanti a noi e questo tempo deve essere impiegato bene. Bisogna andare avanti subito, poi con discariche ben realizzate e ben attrezzate è importante completare i termovalorizzatori. Noi come regione Campania - assicura Bassolino - abbiamo lavorato su questo in questi mesi». Bassolino ricorda di avere messo a disposizione del commissariato di governo 25 milioni di euro per l'impianto di Acerra e 75 milioni per un termovalorizzatore a Salerno.
postato da sobaopasiego | 12:20 | commenti


19/05/2008
 

In memoria di un sindaco incapace

Rosa Russo Iervolino resti pure in carica, «ma non faccia danni». Lo scrive il «Riformista», il quotidiano diretto dall'ex senatore Pd, Antonio Polito, considerato vicino al centrosinistra. In un editoriale che uscirà mertedì 20, si critica il sindaco di Napoli e si giudica «un fallimento» il suo mandato. «Il sindaco di Napoli Rosa Iervolino ha tutto il diritto di difendersi dalle accuse che le piovono addosso. Del resto, non fa altro da sette anni», premette ironicamente il «Riformista». Sottolineando che se la Iervolino «non ha responsabilità dirette nella gestione dei rifiuti, che è commissariata da più di un decennio, quello di cui davvero non può lamentarsi è dell'assoluta assenza di senso civico dei suoi concittadini che danno fuoco all'immondizia, ovviamente istigati "dalla malavita che vuole destabilizzare la città", visto che ormai la camorra è diventata il "refugium peccatorum" di ogni problema di Napoli. Non può perché il sindaco è responsabile del senso civico della città che governa. Oseremmo dire che, dall'elezione diretta in poi, è questo il suo compito fondamentale: rappresentare, guidare, orientare, il senso civico della propria città. Esercitarne la guida, incarnarne la leadership, dare il buon esempio. E se il sindaco di Napoli e l'intero consiglio comunale si oppongono all'apertura di una discarica danno il cattivo esempio, tradiscono il senso civico di cui lamentano l`assenza, e spingono i cittadini a bruciare l`immondizia in cui nuotano».
Poi un altro affondo, una stoccata ancora più dura. «Dal punto di vista della leadership, bisogna dire che l'esperienza della iervolino è stata un fallimento. E certamente una brava persona, onesta e appassionata. ma non è assolutamente all'altezza dell'emergenza della sua città. Il sindaco di Napoli dice che non intende dimettersi. È nel suo diritto, visto che è stata eletta direttamente dai cittadini ed è all'ultimo mandato. Ma almeno se ne stia in disparte, non faccia danni, lasci lavorare il commissario De Gennaro, il premier Berlusconi, e financo il vituperatissimo governatore Bassolino, che almeno ha capito l'antifona e si è messo a tirare la carretta dalla parte giusta».
postato da sobaopasiego | 19:22 | commenti




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